Martedì 25 novembre, alle 20:30, presso l’Auditorium Giovanni Agnelli
Un ultimatum del 416 a.C. che risuona come riflessione universale sui rapporti tra forza, diritto, giustizia e libertà. Ideato e scritto da Alessandro Baricco, con musiche originali di Giovanni Sollima, Tucidide. Atene contro Melo porta in scena – martedì 25 novembre alle 20.30 presso l’Auditorium del Lingotto – il celebre dialogo tra Ateniesi e Melii tratto dalla Guerra del Peloponneso del grande storico greco. Insieme agli autori, Stefania Rocca e Valeria Solarino danno corpo e voce agli ambasciatori delle due città, affiancate dai 100 Cellos diretti da Enrico Melozzi: una vera falange orchestrale per una drammaturgia dove suono e racconto si fondono in un’unica, potente narrazione. Una produzione Scuola Holden, che segna un’inedita apertura dei Concerti del Lingotto verso linguaggi che intrecciano parola, scena e musica.
Tucidide e la Guerra del Peloponneso
La Guerra del Peloponneso infuria da quindici anni tra Ateniesi e Spartani, senza alcuna vittoria decisiva. Nel 416 a.C. la piccola isola di Melo tenta di mantenere la propria neutralità nel conflitto. Atene non accetta: manda i suoi ambasciatori con un ultimatum. Il dialogo che ne scaturisce è feroce. Gli Ateniesi rivendicano la legge del più forte, i Melii si appellano alla giustizia e al diritto. Tucidide racconta questo incontro come se vi avesse assistito, trascrivendo le parole esatte e ricostruendo lo scontro verbale con una tensione drammatica che fa di quelle pagine una vera pièce teatrale. Mettendola in scena Baricco la porta a compimento, svelandone la sua implicita natura.
Un confronto serrato tra musica, parola e scena
Autore, regista e narratore in scena, Baricco orchestra uno spettacolo in cui Stefania Rocca e Valeria Solarino riportano in vita un dialogo antico, capace di interrogare con forza il presente. Ma il vero protagonista visivo dello spettacolo sono i 100 Cellos diretti da Enrico Melozzi. Abitano il palco come presenza fisica, evocando la flotta che assedia, l’esercito schierato e la minaccia che incombe sul dialogo degli ambasciatori. Le musiche originali di Giovanni Sollima scandiscono il tempo del dibattito. Amplificano la tensione emotiva, strappano e incalzano le parole con una forza che diventa parte integrante della narrazione. Più che colonna sonora, la partitura agisce come seconda voce drammaturgica, trasformando la scena in rito collettivo ed evocando – come dice Baricco – “la capacità tutta occidentale di pensare, correggersi, ripensare, e continuare a cercare un senso nella storia e in noi stessi”.