Martedì 21 aprile, alle 20.30 in Auditorium Giovanni Agnelli
Nel segno della grande tradizione barocca l’Accademia Bizantina torna sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli martedì 21 aprile, alle 20.30. Ospite ricorrente di Lingotto Musica, insieme al suo direttore Ottavio Dantone l’ensemble propone una selezione di concerti grossi con opere di Corelli, Geminiani e Händel, alla quale seguono un Concerto per violino di Pergolesi, affidato al concertmaster Alessandro Tampieri, e il suo celebre Stabat Mater, interpretato dal soprano Suzanne Jerosme e dal contralto Delphine Galou.
Accademia Bizantina
Il suo nome richiama le radici della città di Ravenna, evocando l’immagine dei mosaici bizantini. Fondata nel 1984, l’Accademia Bizantina si rivolge alla musica barocca dalla fine degli anni Ottanta, quando l’incontro con Ottavio Dantone, direttore musicale dal 1996, imprime all’orchestra una precisa identità stilistica. Sotto la sua guida la formazione affina un metodo interpretativo fondato sullo studio rigoroso delle fonti, restituendo il repertorio con strumenti originali. Oggi l’orchestra è un punto di riferimento internazionale, riunisce musicisti da tutto il mondo e si esibisce nelle sale più prestigiose. Le sue incisioni hanno ottenuto autorevoli riconoscimenti internazionali, tra cui Grammy Award, Gramophone Award, Diapason d’Or e Opus Klassik.
Ottavio Dantone
Diplomato in organo e clavicembalo al Conservatorio Verdi di Milano, Ottavio Dantone si afferma giovanissimo come uno dei clavicembalisti più brillanti della sua generazione. È il primo italiano a ottenere riconoscimenti per questo strumento ai concorsi internazionali di Parigi (1985) e Bruges (1986). Dopo l’incontro con l’Accademia Bizantina e la nomina a direttore musicale, ha ampliato progressivamente i suoi orizzonti artistici. Dal debutto operistico nel 1999 con il Giulio Sabino di Sarti è stato ospite di prestigiosi teatri e festival, dedicandosi negli ultimi anni anche al repertorio sinfonico classico e romantico. Nel 2022 è stato eletto Accademico di Santa Cecilia.
Dai Concerti Grossi di Corelli, Händel e Geminiani allo Stabat Mater di Pergolesi
La prima parte del programma si articola intorno al concerto grosso, forma strumentale emblematica del primo Settecento. Il dialogo tra concertino e ripieno, tra l’intimità del gruppo solistico e la pienezza orchestrale, trova espressione paradigmatica nell’op. 6 di Corelli, pubblicata postuma nel 1714 e modello imprescindibile per le generazioni successive, come dimostrano le raccolte di Händel e Geminiani. La seconda parte della serata apre con il Concerto per violino in si bemolle maggiore di Pergolesi, testimone della transizione dal linguaggio barocco verso la nuova sensibilità galante. La parte solista è affidata ad Alessandro Tampieri, concertmaster e primo violino, oltre che co-direttore artistico dell’ensemble. Conclude il programma lo Stabat Mater, pagina tra le più amate del Settecento europeo, che musica la celebre sequenza attribuita a Jacopone da Todi. Qui Pergolesi raccoglie l’intero arsenale delle tecniche barocche al servizio della rappresentazione musicale del dolore della Vergine ai piedi della Croce. Il soprano Suzanne Jerosme e il contralto Delphine Galou condividono, pur nelle diverse formazioni, un’intensa frequentazione del repertorio barocco che le rende interpreti ideali per quest’opera.