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2026

Igor Levit debutta ai Pianisti del Lingotto con un programma dedicato a Beethoven, Chopin e Schumann

Levit

Lunedì 2 marzo, alle 20.30 in Sala 500

Interprete tra i più autorevoli della scena musicale contemporanea, Igor Levit debutta in Sala 500 per il terzo appuntamento dei Pianisti del Lingotto. Particolarmente apprezzato per le sue letture beethoveniane, il pianista russo-tedesco propone – lunedì 2 marzo alle 20.30 – un programma interamente dedicato all’evoluzione della sonata tra Classicismo e Romanticismo. Dalla giovanile Sonata op. 2 n. 1 alla celebre «Appassionata» op. 57 di Beethoven, attraverso i quattro Nachtstücke di Schumann, fino alla Sonata n. 3 di Chopin.

Igor Levit

Nato a Nižnij Novgorod e trasferitosi in Germania all’età di otto anni, Igor Levit si è formato ad Hannover. Nel 2005 è stato il più giovane partecipante al Concorso Internazionale Arthur Rubinstein di Tel Aviv, ottenendo il secondo premio. Presenza consolidata da anni ai vertici del circuito concertistico internazionale, Levit affianca all’attività in sala una pluripremiata discografia: l’integrale delle 32 Sonate di Beethoven (2019) gli è valsa il titolo di “Artist of the Year” ai Gramophone Awards e l’Opus Klassik, mentre l’album On DSCH (2021) ha ricevuto i massimi riconoscimenti della BBC Music Magazine. Artista attento anche alla dimensione civile dell’attività musicale, Levit concepisce il lavoro interpretativo come parte di una più ampia responsabilità culturale e sociale: per questo impegno ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, l’International Beethoven Prize. Insignito nel 2018 del Gilmore Artist Award (uno dei premi più prestigiosi dedicati ai pianisti), dal 2019 è professore di pianoforte alla Hochschule für Musik di Hannover e dal 2022-2023 è co-direttore artistico dell’Heidelberger Frühling Musikfestival.

Un viaggio che abbraccia oltre mezzo secolo di trasformazioni del linguaggio pianistico

La serata si apre con la Sonata op. 2 n. 1. Composta nel 1795, si inserisce ancora nel solco del classicismo viennese, mostrando affinità con i modelli di Haydn e Mozart. Pur nel rispetto delle forme stabilite, l’opera lascia tuttavia intravedere quella tensione drammatica che diventerà il tratto distintivo di Beethoven. Nella stessa tonalità di fa minore è la Sonata op. 57 «Appassionata» (1804-1805), una delle preferite del compositore stesso. Il soprannome «Appassionata» è una denominazione postuma dell’editore Cranz, ma coglie efficacemente il carattere del brano. Con questa sonata, appartenente al cosiddetto “periodo eroico”, Beethoven giunge a una fase di piena maturità: la struttura viene ampliata e resa più complessa, con una forte integrazione tra i movimenti e una coerenza espressiva che attraversa l’intera composizione. Nel contesto romantico, Robert Schumann si distacca consapevolmente dai modelli tradizionali. I Nachtstücke op. 23 (1839) non seguono infatti nessuno schema prestabilito, articolandosi come una successione di episodi dal carattere contrastante. La dimensione notturna e fantastica contribuisce a una scrittura frammentaria, nella quale prevale la libera associazione poetica. La Sonata n. 3 op. 58 di Fryderyk Chopin (1844) rappresenta infine un significativo momento di sintesi: pur recuperando l’impianto della sonata in più movimenti, Chopin lo rielabora in modo personale, integrando la tradizione formale con una scrittura fortemente lirica.

Info e biglietti

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