C’è un’atmosfera particolare nel repertorio che Jean-Christophe Spinosi e il suo Ensemble Matheus portano al Lingotto giovedì 10 dicembre in occasione del loro debutto torinese: quella sospesa e luminosa della notte di Natale evocata, in apertura di serata, dal Concerto Grosso op. 6 n. 8 di Corelli, pagina tra le più amate del barocco italiano. A seguire, il Nisi Dominus di Vivaldi è affidato a uno dei controtenori più celebri al mondo, anch’egli al debutto al Lingotto: Philippe Jaroussky nel corso della sua carriera – riconosciuta tra l’altro da tre Victoires de la Musique e tre Echo Klassik, in entrambi i casi anche come cantante dell’anno – ha costruito con Vivaldi un rapporto di fedeltà e profondità raro, tornando continuamente a questo repertorio come a una fonte inesauribile d’ispirazione. La stessa dedizione al repertorio barocco è caratteristica dell’Ensemble Matheus, fondato da Spinosi nel 1991 e divenuto una delle formazioni di riferimento nel panorama della musica antica, con una discografia pluripremiata e una presenza costante nei più importanti festival internazionali. Il suo incontro con Jaroussky non è nuovo: i due hanno già inciso insieme proprio questo capolavoro vivaldiano in una registrazione per Naïve del 2008 divenuta di riferimento. Continuando a esplorare l’opera del genio veneziano, il programma segue con il Concerto per fagotto, archi e basso continuo in la minore RV 498 e il Largo dal Concerto per violino in fa minore op. 8 n. 4 RV 297 «L’Inverno», brani in cui virtuosismo e liricità si fondono in un vivido affresco dalla straordinaria ricchezza di colori, intervallati dalle passioni estreme di pagine tratte da L’Olimpiade. Chiudono le celeberrime Arie «Cara sposa, amante cara» e «Venti, turbini, prestate» di Händel, tratte da Rinaldo: due perfetti chiaroscuri dell’animo, capaci di esprimere il dolore introspettivo e furore combattivo dell’eroe handeliano.






