I contemporanei lo soprannominarono Harfenquartett – il Quartetto dell’arpa – per quei pizzicati dell’Adagio in grado di evocare uno strumento che non si vede ma si sente. Apre con questo capolavoro, il Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 di Beethoven la serata di giovedì 9 luglio; protagonista il Quartetto Goldberg, il cui nome rende omaggio alle celebri Variazioni di Bach, simbolo di un’estetica fondata sulla ricerca musicale, sulla chiarezza espressiva e su una comunicatività intensa e diretta. Nato nel 2021, nel giro di pochi anni l’ensemble si è imposto come una delle realtà più interessanti del panorama cameristico italiano: vincitore del Premio Abbiati della Critica Italiana e del premio “Una Vita nella Musica Giovani” del Teatro La Fenice, si è esibito in alcune delle più prestigiose stagioni italiane, tra cui MITO SettembreMusica e la Società del Quartetto di Milano. A completare il programma, il Quartetto n. 4 in mi minore di Mendelssohn, pagina percorsa da un’inquietudine romantica che dialoga con la tensione drammatica del brano beethoveniano.
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