News

2026

Il ritorno di Alexander Romanovsky per l’appuntamento conclusivo dei Pianisti del Lingotto

Romanovsky

Martedì 7 aprile, alle 20.30 in Sala 500

Descritto dal New York Times come un pianista dotato di una «tecnica straordinaria, con un’attitudine per i colori e la fantasia», Alexander Romanovsky torna al Lingotto dopo dodici anni – martedì 7 aprile alle 20.30 presso la Sala 500 – per l’ultimo appuntamento dei Pianisti del Lingotto 2025-2026. Il programma apre sulle note di Mozart, con la Sonata n. 10 in do maggiore KV 330 e la Sonata n. 8 in la minore KV 310, ad esplorarne il genio nelle sue declinazioni più serene e tormentate. La seconda parte ha come filo conduttore il dialogo tra musica e immagine, con L’isle joyeuse di Debussy e i Quadri d’una esposizione di Musorgskij.

Alexander Romanovsky

Nato nel 1984 in Ucraina, Alexander Romanovsky inizia a studiare pianoforte a soli cinque anni, rivelando un precoce talento. A tredici anni si trasferisce in Italia per studiare all’Accademia di Imola con Leonid Margarius, erede della grande tradizione pianistica russa e allievo di Regina Horowitz. Nel 2001, a soli diciassette anni, ha conquistato il Primo Premio al Concorso Busoni e nel 2009 ha coronato la sua formazione conseguendo l’Artist Diploma presso il Royal College of Music di Londra. Da allora è ospite delle sale più prestigiose e si esibisce con le migliori orchestre, quali la Chicago Symphony Orchestra, la New York Philharmonic, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Orchestra del Teatro Mariinsky, lavorando con direttori come Antonio Pappano, Valery Gergiev e Mikhail Pletnev. Le sue incisioni per Warner Classics e Decca, acclamate dalla critica, comprendono le integrali dei Concerti per pianoforte e orchestra di Glazunov e Rachmaninov. Romanovsky affianca all’attività concertistica un costante impegno nell’insegnamento presso il Conservatorio di Pavia e l’Accademia di Musica di Pinerolo.

Dal classicismo di Mozart alle visioni pittoriche di Debussy e Musorgskij

Il programma esalta le sue qualità interpretative e apre con Mozart, mostrando due volti opposti e complementari della sua sensibilità artistica. Nella Sonata n. 10 in do maggiore KV 330 (1783) – appartenente alla stagione più solare della sua produzione pianistica – si dispiega una scrittura equilibrata, in cui lirismo e chiarezza formale si uniscono. La Sonata n. 8 in la minore KV 310 è invece una delle rare incursioni di Mozart in questa tonalità. Scritta nel 1778 a Parigi, in un periodo segnato dal conflitto con il padre e dalla morte della madre, porta con sé un’inquietudine e un’intensità drammatica insolite per il genio di Salisburgo. Nella seconda parte il programma propone due opere che fanno della pittura il loro punto di partenza. Composta da Debussy nel 1903, L’isle joyeuse si ispira a un dipinto di Antoine Watteau. Attraverso una scrittura esuberante il compositore crea un paesaggio immaginario, fatto di movimento e colori cangianti: il senso di ebbrezza e libertà che ne derivano ben rappresenta la frenesia della partenza verso l’isola della dea Afrodite, soggetto del quadro. Sempre partendo da un’opera visiva tradotta in suono, i Quadri d’una esposizione di Musorgskij nascono dalla sua visita, a San Pietroburgo nel 1874, alla una mostra dedicata all’amico pittore Viktor Hartmann, scomparso l’anno prima. Camminando tra le opere esposte, Musorgskij rimase così colpito da decidere di tradurle in musica. Nacque così una suite pianistica che dipinge musicalmente una selezione di quei disegni, collegati dal tema ricorrente della Promenade, che rappresenta il visitatore mentre si muove tra le sale. Con un linguaggio di sorprendente vividezza, il compositore evoca scene, architetture e personaggi della tradizione slava e non solo. La fortunata orchestrazione di Ravel del 1922 è rivelatrice di quanto il colorismo orchestrale fosse già implicitamente presente nella prima versione.

→ Info e biglietti

L’Accademia Bizantina torna al Lingotto con un programma all’insegna del grande repertorio barocco

Martedì 21 aprile, alle 20.30 in Auditorium Giovanni Agnelli. Dalla magnificenza dei Concerti Grossi di Corelli, Händel e Geminiani all’intima tenerezza dello Stabat Mater di Pergolesi.

Marie-Ange Nguci debutta al Lingotto sulle note di Chopin, Schumann, Ravel e Liszt

Martedì 31 marzo, in Sala 500. Letteratura e musica si intrecciano in un programma dal virtuosismo visionario.

Igor Levit debutta ai Pianisti del Lingotto con un programma dedicato a Beethoven, Chopin e Schumann

Lunedì 2 marzo, in Sala 500. Un percorso attraverso l’evoluzione della sonata tra Classicismo e Romanticismo.

Zubin Mehta torna al Lingotto alla guida della West-Eastern Divan Orchestra

Sabato 21 febbraio, presso l'Auditorium Giovanni Agnelli. Una coproduzione tra Fondazione per la Cultura Torino e Lingotto Musica che vede la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro come Charity Partner.

Pierre-Laurent Aimard debutta al Lingotto con due capolavori mozartiani

Martedì 27 gennaio, presso l'Auditorium Giovanni Agnelli. Dalla collaborazione tra il pianista francese e la CAMERATA Salzburg nasce un programma dedicato al grande classicismo viennese.

Beethoven al posto di Čajkovskij nel concerto di Anne-Sophie Mutter

Venerdì 22 maggio 2026, presso l'Auditorium Giovanni Agnelli. Restano invariati orchestra, direttore e la seconda parte del programma, con l’esecuzione della Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler.