Venerdì 22 maggio, alle 20.30 in Auditorium Giovanni Agnelli
Cinquant’anni di carriera e un suono inconfondibile. Protagonista del Concerto per violino e orchestra op. 61 di Beethoven, Anne-Sophie Mutter debutta a Lingotto Musica venerdì 22 maggio alle 20.30 per l’appuntamento conclusivo dei Concerti del Lingotto 2025-2026. Insieme a lei il direttore Vasily Petrenko alla guida della Royal Philharmonic Orchestra, blasonata formazione britannica che torna al Lingotto dopo quindici anni di assenza. A suggello della serata la Quinta Sinfonia di Mahler, alla quale è dedicata la conferenza introduttiva, in Sala Londra alle 18.30, a cura del musicologo e critico musicale Attilio Piovano (ingresso libero).
La serata rientra nell’ambito di Lingotto Musica per la Comunità e vede come Charity Partner la Fondazione Ricerca Molinette.
Anne-Sophie Mutter
Autentica leggenda del violino, Anne-Sophie Mutter si avvicina allo strumento in tenera età, rivelando un talento straordinario: a soli tredici anni (1977) debutta con Herbert von Karajan e i Berliner Philharmoniker al Festival di Salisburgo, dando inizio a una luminosa carriera. Nel corso degli anni ha collaborato con i più grandi direttori d’orchestra, esibendosi con le principali orchestre internazionali. Profondamente impegnata nella musica contemporanea, ha stretto rapporti privilegiati con compositori del calibro di Lutosławski, Penderecki, Previn e Williams. La sua discografia, per Deutsche Grammophon, conta oltre settanta album e spazia dal barocco al romanticismo, dalla musica contemporanea alle colonne sonore. I riconoscimenti ottenuti sono straordinari: quattro Grammy Awards, il Praemium Imperiale (Giappone, 2019), il Polar Music Prize (Svezia, 2019) e l’Ernst von Siemens Music Prize (Germania, 2008).
Vasily Petrenko e la Royal Philarmonic Orchestra
Fondata nel 1946, la Royal Philharmonic Orchestra è una delle realtà orchestrali più dinamiche del panorama internazionale. Nel corso della sua storia è stata guidata da importanti direttori tra cui Kempe, Previn, Ashkenazy, Gatti e Dutoit, con i quali ha costruito un’ampia discografia che muove dal grande repertorio sinfonico alla musica contemporanea e alle colonne sonore, fino ad incursioni nella musica pop e rock. Dal 2021 la direzione musicale dell’Orchestra è affidata a Vasily Petrenko. Formatosi al Conservatorio di San Pietroburgo, sua città natale, il russo naturalizzato britannico ha guidato tutte le più importanti formazioni in Europa e America. Apprezzato per la profondità interpretativa e l’energia delle sue letture, nel 2017 è “Artist of the Year” ai Gramophone Awards, dieci anni dopo aver ottenuto lo stesso riconoscimento come “Young Artist of the Year”.
Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven
Il rapporto profondo di Mutter con il Concerto di Beethoven è testimoniato da due incisioni per Deutsche Grammophon: la prima (1985) fu eseguita sotto la direzione di Karajan con i Berliner Philharmoniker, quando l’interprete aveva solo sedici anni. Quasi due decenni dopo (2002) la violinista è tornata sul brano, registrandolo dal vivo con Kurt Masur e la New York Philharmonic. Composto in poche settimane nel 1806, il Concerto nacque su commissione del virtuoso Franz Clement, che lo eseguì in prima assoluta a Vienna. Accolto con freddezza dai contemporanei, il brano fu rivalutato nel corso dell’Ottocento, divenendo una pietra di paragone per ogni violinista.
Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Mahler
Composta tra il 1901 e il 1902, la Quinta Sinfonia è un autentico dramma in musica. Attraversando ombre e tensioni approda a una potente affermazione di vita, segnando un punto di svolta nella produzione mahleriana. Per la prima volta il compositore rinuncia al canto e ad ogni riferimento extramusicale esplicito, affidando alla sola orchestra il compito di narrare un dramma interiore di straordinaria intensità. L’Adagietto per soli archi e arpa è diventato una delle pagine più famose di tutta la musica classica, reso immortale anche dalla sua apparizione in Morte a Venezia di Luchino Visconti.