Martedì 8 aprile alle 20.30 in Sala 500
Riconosciuto come il più grande interprete chopiniano della sua generazione, il 39enne Rafał Blechacz è il protagonista dell’ultimo concerto dei Pianisti del Lingotto, in programma martedì 8 aprile, alle 20.30 in Sala 500. A undici anni dal suo debutto al Lingotto con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen diretta da Mikhail Pletnev, il pianista polacco torna in recital con un percorso intimo che riunisce alcune gemme del repertorio romantico di Chopin, Beethoven e Schubert.
L’estro virtuosistico di Rafał Blechacz chiude la rassegna dei Pianisti del Lingotto
Iniziati gli studi di pianoforte a cinque anni, Blechacz si impone sulla scena mondiale nel 2005 con la vittoria del Primo premio al Concorso Chopin di Varsavia. Nel 2014 riceve il Gilmore Artist Award guadagnandosi il plauso di pubblico e critica per la solidità tecnica e la linfa interpretativa. Blechacz è invitato nelle maggiori sale da concerto al mondo, fra cui la Philharmonie di Berlino, la Wigmore Hall di Londra, la Salle Pleyel di Parigi, il Concertgebouw di Amsterdam, il Teatro alla Scala di Milano, la Konzerthaus di Vienna e il Bozar di Bruxelles. Artista esclusivo Deutsche Grammophon, il suo album di debutto dedicato ai Preludi op. 28 di Chopin è stato disco di platino in Polonia e ha ottenuto un ECHO Klassik e un Diapason d’or nel 2007. L’incisione dei due Concerti di Chopin con la Royal Concertgebouw Orchestra si è aggiudicata il Preis der deutschen Schallplattenkritik nel 2010. Risale al 2023 il suo ultimo album, Chopin, dimostra ancora una volta la sua dedizione verso l’autore che ha profondamente plasmato la sua carriera.
Il pluripremiato pianista polacco in recital sulle note di Beethoven, Schubert e Chopin
Aprono i 4 Improvvisi op. 90 di Franz Schubert, pagine di straordinaria intensità drammatica composte insieme a Johann Baptist Jenger nel 1827. Il ciclo restituisce un quadro dell’animo tormentato di Schubert, dimostrando il superamento della funzione d’intrattenimento tipica del Klavierstück. Segue una delle composizioni più celebri di Beethoven, la Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 (1801) detta «Al chiaro di luna» grazie al poeta Ludwig Rellstab. Dedicata alla contessa Giulietta Guicciardi, di cui Beethoven si invaghì senza essere ricambiato, è una sonata dalla forte tensione espressiva e atipica nella disposizione dei movimenti. Chiudono la serata tre pezzi brevi di Fryderyk Chopin. La Barcarola in fa diesis maggiore op. 60, scritta fra il 1845 e il 1846, trasmette una sensibilità tutta italiana, per il richiamo al canto dei gondolieri veneziani, mentre la Ballata n. 3 in la bemolle maggiore op. 47 è ispirata al poemetto romantico del connazionale Adam Mickiewicz, Ondina. Chiude la serata lo Scherzo n. 3 in do diesis minore op. 39, un brano potente che Chopin dedicò a uno dei suoi allievi prediletti, Adolphe Gutmann, che ne fu primo interprete nel 1840.