Un’estate al Museo
Portare la musica colta fuori dagli spazi consueti del Lingotto: è questa la vocazione di Lingotto Musica OFF, che per la seconda estate consecutiva approda nel cortile seicentesco di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio, nell’ambito della rassegna Un’estate al Museo. Dopo l’esordio del 2025, la collaborazione fra Lingotto Musica e il Museo Archivio Reale Mutua si rinnova con tre appuntamenti: un recital pianistico, un dittico per quartetto d’archi e un finale che intreccia violoncello e chitarra.
Giovedì 2 luglio • Leonardo Pierdomenico • Gli specchi del tempo
Vincitore a soli diciotto anni del Premio Venezia del Teatro La Fenice e poi del «Raymond E. Buck» Jury Discretionary Award al concorso Van Cliburn 2017, allievo di Benedetto Lupo all’Accademia di Santa Cecilia, Leonardo Pierdomenico è «un pianista nel quale la spiccata padronanza tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione e scrupolosa musicalità» (Gramophone). Il programma, intitolato Gli specchi del tempo, è un gioco di rifrazioni fra epoche distanti. La Gavotte et six doubles di Jean-Philippe Rameau trova eco nelle Images di Claude Debussy, che a Rameau dedicano esplicito omaggio nel segno di una stessa tradizione clavicembalistica francese. Fanno da cerniera le Sonate K. 1, K. 213 e K. 17 di Domenico Scarlatti, specchio dell’intera gamma del suo temperamento, prima dei 12 Studi op. 25 di Fryderyk Chopin, atlante della fantasia pianistica romantica.
Giovedì 9 luglio • Quartetto Goldberg • Arpe invisibili
Nato nel 2021 all’Accademia Stauffer di Cremona sotto la guida del Quartetto di Cremona, il Quartetto Goldberg – Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola, Martino Simionato al violoncello – si è imposto fra le formazioni cameristiche italiane più riconosciute della sua generazione. Lo attestano il Premio Abbiati della critica nella categoria «Piero Farulli» riservata al miglior giovane ensemble, il riconoscimento «Una Vita nella Musica Giovani» del Teatro La Fenice. Il titolo Arpe invisibili allude ai pizzicati del primo movimento del Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 «Harfenquartett» di Ludwig van Beethoven. Da quel gesto si dispiega un quartetto di vocazione eroica, non lontana da quella della Quinta Sinfonia, alla quale risponde il Quartetto per archi n. 4 in mi minore op. 44 n. 2 di Felix Mendelssohn Bartholdy, dove l’eredità beethoveniana si fa voce interamente propria, ricca di melodia e di senso architettonico.
Giovedì 16 luglio • Duo Evocaciones • Fuoco iberico
Chiude la rassegna il Duo Evocaciones, formato dalla violoncellista Martina Biondi e dal chitarrista Pietro Locatto, nato dalla volontà di ampliare in modo originale il repertorio per questo organico inconsueto. Biondi si è perfezionata con Giovanni Sollima e Nicolas Altstaedt mentre Locatto, chitarrista collaboratore del Teatro Regio di Torino, è stato indicato da Lorenzo Micheli fra i pochissimi chitarristi italiani «di rilievo internazionale». Insieme hanno inciso Evocaciones, un disco dedicato alla tradizione spagnola e protagonista di Fuoco iberico. Il programma muove dall’Intermezzo da Goyescas di Enrique Granados alle due pagine andaluse di Isaac Albéniz, Granada e Córdoba; dai Requiebros di Gaspar Cassadó – violoncellista e compositore catalano raramente frequentato in concerto – fino alle Siete canciones populares españolas e alla Danza ritual del fuego da El amor brujo di Manuel de Falla, che chiude la serata con l’urgenza di un’invocazione.