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2025

Il ritorno del prodigio della tastiera Alexandra Dovgan

Martedì 28 gennaio alle 20.30 in Sala 500

Ha solo 17 anni ma è considerata uno dei talenti più prodigiosi comparsi sulla ribalta del concertismo mondiale. Acclamata per la maturità sbalorditiva dal gigante della tastiera e suo mentore Grigory Sokolov, ha iniziato lo studio del pianoforte al Conservatorio Centrale di Mosca all’età di cinque anni e vinto il prestigioso Grand Prix del Grand Piano Competition a undici. È la pianista russa Alexandra Dovgan la protagonista del secondo appuntamento della nuova rassegna dei Pianisti del Lingotto in programma martedì 28 gennaio, alle 20.30, in Sala 500. Già ospite dei Concerti del Lingotto nel 2023, Dovgan intreccia, in un crescendo cronologico, l’intimo sonatismo di Beethoven e Schumann, le disinvolte Variazioni su un tema di Corelli di Rachmaninov e l’energia percussiva della Sonata op. 14 di Prokof’ev.

Dopo il debutto nel 2023, la pianista 17enne russa di nuovo in recital per la rassegna dei Pianisti del Lingotto

Un’istintiva profondità e consapevolezza, unite alla precisione e a un suono di particolare bellezza, caratterizzano il pianismo di Alexandra Dovgan (2007). Vincitrice di cinque concorsi internazionali, fra cui il Vladimir Krainev Piano Competition, l’Astana Piano Passion Competition e il Nutcracker Television Contest for Young Musicians, si è aggiudicata nel 2021 il Premio Renzo Giubergia mentre nel 2024 ha ricevuto il Prix Serdang dalle mani di Rudolf Buchbinder e Adrian Flury. La sua performance al Grand Piano Competition, che gli è valsa il Grand Prix nel 2018, ha fatto il giro del mondo e catalizzato l’attenzione di uno dei pianisti più grandi del nostro tempo, Grigory Sokolov, che l’ha fatta esibire per un paio di stagioni prima dei suoi recital. Nonostante la giovane età, ha già calcato palcoscenici prestigiosi come la Philharmonie e la Konzerthaus di Berlino, il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, il Concertgebouw di Amsterdam e la Konzerthaus di Vienna, ricevendo sempre un grande apprezzamento da parte del pubblico e della critica. Nell’agosto 2024 ha debuttato al Teatro Colón di Buenos Aires. Dopo il suo debutto al Festival di Salisburgo nel 2019, ha collaborato come solista con importanti formazioni e direttori quali la Mahler Chamber Orchestra diretta da Gustavo Dudamel, la Kioi Sinfonietta e Trevor Pinnock in Giappone, la Tonhalle Orchestra guidata da Paavo Järvi, la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra e Ton Koopman, l’Orquestra Simfònica de Barcelona diretta da Kazushi Ono e, recentemente, la Bergen Philharmonic diretta da Pietari Inkinen. Attualmente continua a studiare presso l’Ateneo de Música de Málaga.

Fra Otto e Novecento, il suo percorso interpretativo nel sonatismo di Beethoven, Schumann, Prokof’ev e Rachmaninov

Il programma della serata, dedicato a compositori di epoche diverse, traccia un percorso artistico che svela l’evoluzione interpretativa di Alexandra Dovgan. Si comincia con la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110 di Ludwig van Beethoven, la penultima del suo catalogo sonatistico per tastiera composta nel 1822. Una profondità di pensiero filosofica la attraversa soprattutto nel secondo ampio movimento, che si apre con uno straordinario recitativo introduttivo all’arioso, uno degli adagi più dolenti scritti da Beethoven. In contrasto con l’approccio introspettivo dell’op. 110, la Sonata n. 2 in sol minore op. 22 di Robert Schumann, la cui gestazione durò dal 1831 al 1838, è caratterizzata da uno slancio travolgente. La vitalità e la passione che la animano superano i confini tradizionali del linguaggio pianistico, sfidando le possibilità tecniche dello strumento e dell’esecutore. Seguono le venti Variazioni su un tema di Corelli op. 42 portate a compimento da Sergej Rachmaninov nel 1931. Ultima sua composizione per pianoforte, sono elaborate sul celebre tema della Follia, una lenta sarabanda di origine portoghese indicata nella Sonata n. 12 per violino di Arcangelo Corelli ma oggetto delle attenzioni di altri compositori, fra cui Bach, Scarlatti, Händel e Liszt. Chiude la Sonata n. 2 in re minore op. 14 di Sergej Prokof’ev, opera sorprendentemente matura e contraddistinta da marcate contrapposizioni espressive che il ventunenne autore dedicò nel 1912 alla memoria di Max Shmitgov, un compagno di studi morto suicida.

Daniele Gatti, alla guida della Sächsische Staatskapelle Dresden, inaugura la Stagione 2026-2027 dei Concerti del Lingotto

Giovedì 29 ottobre, alle 20.30 in Auditorium Agnelli, la Sächsische Staatskapelle Dresden esegue brani dal Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 2 di Brahms.

Stefano Bollani per Paideia

"Piano Solo". Venerdì 18 dicembre, alle 21.00 in Auditorium Giovanni Agnelli, Stefano Bollani illumina l'appuntamento natalizio di Paideia.

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Mercoledì 14 ottobre, ore 20:30. Al Museo Nazionale dell'Automobile arriva «LiberTANGO», con Gloria Campaner, Alessandro Carbonare, Mario Stefano Pietrodarchi Chiara Benati e Andrea Vighi. Il concerto è realizzato nell'ambito del festival trasversale Mondi Culture Musiche, promosso da Sistema Musica per i trent'anni del Centro Interculturale di Torino.

Al via la terza edizione di “Sotto lo stesso cielo”

Dal 23 al 25 ottobre un lungo weekend di concerti, laboratori e incontri negli ambienti dell'Arsenale della Pace e nei luoghi di prossimità dei quartieri torinesi Aurora e Barriera di Milano.

Riapre oggi la biglietteria presso gli uffici di Lingotto Musica

Gli abbonamenti e i biglietti a I Concerti del Lingotto e I Pianisti del Lingotto restano inoltre sempre disponibili su Anyticket.

Al via la vendita dei nuovi abbonamenti e dei biglietti singoli per la Stagione 2026-2027 di Lingotto Musica!

Asse portante della programmazione restano I Concerti del Lingotto – quest’anno caratterizzati dalla presenza di interpreti illustri come John Eliot Gardiner, Antonio Pappano, Daniele Gatti e Daniil Trifonov – affiancati dal ciclo dei Pianisti del Lingotto, serie giunta alla sua terza edizione e ormai tassello organico nell’identità dell’ente.