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2024

Da Parigi a New York con Sir Antonio Pappano e la Chamber Orchestra of Europe

Martedì 12 novembre alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli

Dalla Francia alle atmosfere da musical di Broadway. È dedicato al primo Novecento francese e americano il secondo appuntamento dei Concerti del Lingotto che martedì 12 novembre, alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli, vede il carismatico direttore italo-britannico Sir Antonio Pappano alla testa della Chamber Orchestra of Europe, quarantennale formazione fra le più apprezzate del nostro tempo che raduna nelle sue fila strumentisti provenienti da tutta Europa. Un atteso ritorno per Pappano e la COE che, assenti in stagione dal 2018, tornano al Lingotto nella penultima tappa italiana di una tournée europea che toccherà anche Francia e Germania. Protagonisti di una serata effervescente all’ombra dei grattacieli newyorkesi, che celebra l’influenza del jazz sulla musica colta, affiancano i balletti La création du monde di Milhaud e Fancy Free di Bernstein alle Variations on «I Got Rhythm» di Gershwin. Clou del programma il Secondo Concerto di Saint-Saëns affidato al pianismo luminoso di Bertrand Chamayou, unico conquistatore per cinque volte del premio francese “Victoires de la Musique” e già ospite a Lingotto Musica nel 2016.

Il ritorno del direttore italo-britannico Sir Antonio Pappano e della Chamber Orchestra of Europe dopo sei anni

Conteso dai maggiori teatri e sale da concerto al mondo e forte di una carriera formidabile, Sir Antonio Pappano è Direttore principale della London Symphony Orchestra ed è stato Direttore musicale della Royal Opera House Covent Garden dal 2002 al 2024. È inoltre Direttore emerito dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, di cui è stato Direttore musicale dal 2005 al 2023. Fra gli operisti più richiesti, ha collaborato con il Metropolitan di New York, le Staatsoper di Vienna e Berlino, i Festival di Bayreuth e Salisburgo, la Lyric Opera di Chicago e il Teatro alla Scala di Milano. La sua discografia pluripremiata (Classic BRIT, ECHO Klassik, BBC Music Magazine e Gramophone Awards) annovera collaborazioni con l’Orchestra di Santa Cecilia, la London Symphony e i Berliner Philharmoniker, nonché con le formazioni della Royal Opera House e del Théâtre Royal de la Monnaie, spaziando da Pergolesi e Mendelssohn fino alle avanguardie di Panufnik, Boesmans e Maxwell Davies. I suoi riconoscimenti includono: “Artist of the Year” per la rivista Gramophone (2000), Olivier Award per l’eccezionale risultato nel campo operistico (2003), Royal Philharmonic Society Music Award (2004), Premio Bruno Walter dell’Académie du Disque Lyrique a Parigi.

Dal 2016 Pappano mantiene uno stretto legame con la Chamber Orchestra of Europe, fondata nel 1981 da alcuni giovani musicisti che si sono conosciuti nell’ambito della European Community Youth Orchestra (ora EUYO). Claudio Abbado è stato un mentore importante nei primi anni di vita della formazione: ha guidato la COE in opere come Il viaggio a Reims e Il barbiere di Siviglia di Rossini o Le nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart e diretto vari concerti, specialmente su pagine di Schubert e Brahms. Anche Nikolaus Harnoncourt ha avuto una grande influenza sullo sviluppo della COE grazie alle sue interpretazioni di tutte le Sinfonie di Beethoven e a produzioni d’opera ai Festival di Salisburgo, Vienna e allo Styriarte. Attualmente la compagine porta avanti intense collaborazioni con Sir András Schiff e Yannick Nézet-Séguin, entrambi membri onorari sulla scia di Bernard Haitink e Harnoncourt. La COE è inoltre ospite frequente delle Philharmonie di Berlino, Colonia, Lussemburgo e Parigi, del Concertgebouw di Amsterdam e della Alte Oper di Francoforte. Dal 2022 è Orchestra in residenza al Palazzo Esterházy di Eisenstadt e, con oltre 250 registrazioni all’attivo, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui due Grammy e tre Gramophone Awards.

Un francese a New York: il balletto La création du monde di Milhaud

Apre la serata lo scoppiettante balletto La création du monde op. 81a composto da Darius Milhaud nel 1922 dopo aver visitato New York ed essere rimasto affascinato dal jazz e dagli spirituals degli afroamericani di Harlem. Rappresentato per la prima volta dai Balletti Svedesi di Rolf de Maré al Théâtre des Champs-Élysées nel 1923, è un prodotto della fertile collaborazione fra gli artisti dell’avanguardia parigina in quegli anni irripetibili ed esuberanti: il soggetto, basato sulla creazione del mondo come viene narrata in una leggenda africana, è infatti dovuto alla penna di Blaise Cendrars mentre Fernand Léger dipinse le scene per la prima.

Il pianismo luminoso di Bertrand Chamayou nel Secondo Concerto di Saint-Saëns

Segue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore op. 22 scritto da Camille Saint-Saëns nel 1868 per accogliere una richiesta di Anton Rubinstein, virtuoso con ambizioni direttoriali che desiderava presentarsi in questa veste al pubblico parigino. Saint-Saëns compì l’opera in tre settimane ma, solista alla tastiera nella prima esecuzione alla Salle Pleyel, non raggiunse il successo sperato. Il tempo per studiare era stato davvero poco ed egli stesso dovette ammettere la sua scarsa preparazione. Nel giro di breve, il brano diventò però famoso grazie anche all’ammirazione di Liszt.

A eseguirlo è chiamato Bertrand Chamayou, specialista della musica francese che annovera nel suo repertorio l’integrale per pianoforte di Ravel gli Études e le Années de pèlerinage di Liszt e i Vingt Regards sur l’Enfant-Jésus di Messiaen. Interprete di spicco che dimostra nei suoi concerti un dominio, un’immaginazione e un approccio artistico sorprendenti, nutre anche una profonda passione per la musica di oggi, grazie a collaborazioni con compositori quali Pierre Boulez, Henri Dutilleux, György Kurtág, Thomas Adès, Bryce Dessner e Michael Jarrell. Chamayou si esibisce regolarmente nelle sale e nelle rassegne più prestigiose, dalla Philharmonie di Parigi alla Wigmore Hall di Londra, dal Théâtre des Champs-Élysées all’Elbphilharmonie di Amburgo, dalla Philharmonie di Berlino al Concertgebouw di Amsterdam, dal Festival di Lucerna al Festival di Salisburgo. Al suo attivo vanta numerose incisioni pluripremiate, fra cui quella dei Concerti per pianoforte di Saint-Saëns, che gli è valso il Gramophone Award nel 2019. I suoi ultimi album Letter(s) to Erik Satie (2023) e Cage² (2024) rendono omaggio a due compositori peculiari, innovativi e influenti come Erik Satie e John Cage. Dal 2021 è codirettore artistico del Festival Ravel nei Paesi Baschi francesi.

Gershwin, Bernstein e la rinascita musicale americana

Chiudono il programma due simboli della rinascita americana come George Gershwin, passato dal ruolo di song-plugger nei locali più alla moda di Manhattan a compositore acclamato, di cui si ascolteranno le scintillanti Variations on «I Got Rhythm» per pianoforte e orchestra inserite nel suo musical Girl Crazy che conquistò a ritmo di swing l’Alvin Theater di New York nel 1930; e Leonard Bernstein che, poco più che ventenne, con il suo primo balletto Fancy Free su coreografia di Jerome Robbins messo in scena al Metropolitan nel 1944 fu catapultato verso la celebrità. Ambientato in un bar della Grande Mela in tempo di guerra, il soggetto narra le avventure di tre marinai in libera uscita fra bevute, contese e scazzottate. Dal balletto verrà tratto il fortunato musical On the Town e una parte della musica sarà usata anche per le prime scene del film La finestra sul cortile di Hitchcock.

Anne-Sophie Mutter debutta al Lingotto con Beethoven

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Presentata la Stagione 2026-2027 di Lingotto Musica

I protagonisti della scena internazionale, nuovi format e un omaggio inedito a Beethoven: tutto sulla Stagione 2026-2027 di Lingotto Musica.

L’Accademia Bizantina torna al Lingotto con un programma all’insegna del grande repertorio barocco

Martedì 21 aprile, alle 20.30 in Auditorium Giovanni Agnelli. Dalla magnificenza dei Concerti Grossi di Corelli, Händel e Geminiani all’intima tenerezza dello Stabat Mater di Pergolesi

Il ritorno di Alexander Romanovsky per l’appuntamento conclusivo dei Pianisti del Lingotto

Martedì 7 aprile, alle 20.30 in Sala 500. Un programma che spazia dal classicismo di Mozart alle visioni pittoriche di Debussy e Musorgskij.

Marie-Ange Nguci debutta al Lingotto sulle note di Chopin, Schumann, Ravel e Liszt

Martedì 31 marzo, in Sala 500. Letteratura e musica si intrecciano in un programma dal virtuosismo visionario.

Igor Levit debutta ai Pianisti del Lingotto con un programma dedicato a Beethoven, Chopin e Schumann

Lunedì 2 marzo, in Sala 500. Un percorso attraverso l’evoluzione della sonata tra Classicismo e Romanticismo.