Venerdì 18 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli
Attinge a due delle tante anime della Russia tardo-romantica – quella pirotecnica del Terzo Concerto per pianoforte di Rachmaninov e quella lirica della Quarta Sinfonia di Čajkovskij – l’inaugurazione di stagione dei Concerti del Lingotto che vede protagonista Alan Gilbert sul podio della NDR Elbphilharmonie Orchester venerdì 18 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli. Unica tappa italiana di una tournée europea che toccherà anche Friburgo, Friedrichshafen, Colonia, Basilea e Monaco di Baviera, il concerto segna il doppio debutto del maestro newyorkese e della prestigiosa compagine tedesca di cui è Direttore principale dal 2019. Considerato quasi ineseguibile per l’alto virtuosismo cui è chiamato il solista e noto al grande pubblico anche grazie al film Shine di Scott Hicks con il premio Oscar Geoffrey Rush, il “Rach 3” è affidato al grande pianista russo-israeliano Yefim Bronfman. La serata è preceduta da un brindisi nel foyer, a partire dalle 19.30, offerto al pubblico dal Centro Congressi Lingotto per celebrare i suoi trent’anni di attività.
Il debutto del direttore newyorkese Alan Gilbert
Alan Gilbert (1967) è Direttore principale della NDR Elbphilharmonie Orchester dal 2019 e Direttore musicale della Royal Swedish Opera dal 2021. Ricopre inoltre i ruoli di Direttore Ospite Principale della Tokyo Metropolitan Symphony e Direttore Laureato della Royal Stockholm Philharmonic. Primo newyorkese a dirigere la New York Philharmonic, ha concluso il suo mandato di otto anni nel 2017. Oltre ai suoi incarichi principali, viene regolarmente invitato sul podio di compagini quali i Berliner Philharmoniker, la Boston Symphony, la Gewandhausorchester di Lipsia, la London Symphony e la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. Ha diretto opere per il Metropolitan di New York, la Los Angeles Opera, l’Opera di Zurigo e la Santa Fe Opera, di cui è stato il primo Direttore musicale stabile. Al Metropolitan ha debuttato nel 2008 con Doctor Atomic di John Adams aggiudicandosi un Grammy Award nel 2012. È stato nominato agli Emmy Awards 2015 e 2016 per la Miglior direzione nelle trasmissioni “Live from Lincoln Center” di due produzioni della New York Philharmonic: il musical Sweeney Todd e il gala per il centenario della nascita di Frank Sinatra.
La NDR Elbphilharmonie Orchester di Amburgo
Ad Amburgo, dove il suo contratto è stato esteso fino al 2029, Gilbert continua a guidare verso nuovi traguardi artistici la NDR Elbphilharmonie Orchester, fondata nel 1945 per iniziativa del governo militare britannico (denominata prima Sinfonieorchester des Norddeutschen Rundfunks, poi NDR Sinfonieorchester nel 1956). Sotto la guida di direttori illustri come Hans Schmidt-Isserstedt, Günter Wand, Christoph Eschenbach, Christoph von Dohnányi, Thomas Hengelbrock e Krzysztof Urbański, l’orchestra ha posto le basi per la rinascita musicale tedesca nel dopoguerra consolidando la sua reputazione internazionale con un repertorio che spazia dal barocco ai giorni nostri. Di stanza alla Elbphilharmonie dal 2017, ha trovato in questo auditorium maestoso e avveniristico sulle rive dell’Elba il luogo perfetto per esprimere al meglio la sua arte grazie a una ricca programmazione di concerti, festival e streaming online.
L’impervio “Rach 3”
Apre la serata il Concerto n. 3 in re minore op. 30 per pianoforte e orchestra con cui il pianista-compositore Sergej Rachmaninov conquistò il pubblico americano nel corso della sua prima tournée oltreoceano iniziata a New York nel 1909. Considerato fra i sommi cimenti esecutivi per un pianista, l’opera è un tipico esempio di lavoro dalla struttura classica ma orientato principalmente verso l’utilizzo delle possibilità virtuosistiche dello strumento, notevole per sincerità d’ispirazione e per l’aura di nostalgico lirismo che serpeggia in tutta la composizione.
Yefim Bronfman, “Mr. Fortissimo”
A interpretarlo è chiamato il pianista russo-israeliano Yefim Bronfman, fra i massimi esecutori dell’ultimo mezzo secolo. Nato in Uzbekistan nel 1958 (all’epoca Unione Sovietica), a quindici anni è emigrato con la famiglia a Tel Aviv, dove si è formato musicalmente prima del perfezionamento in varie scuole americane (The Juilliard School, Marlboro School of Music, Curtis Institute of Music) sotto la guida di Rudolf Firkušný, Leon Fleisher e Rudolf Serkin. Vincitore dell’Avery Fisher Prize e nominato sei volte ai Grammy Awards, premio ottenuto nel 1997 con Esa-Pekka Salonen e la Los Angeles Philharmonic per l’incisione dei tre Concerti di Bartók, Bronfman è apprezzato per la sua tecnica d’acciaio unita a un’impressionante lucidità, soprattutto nel repertorio romantico e tardo-romantico. Nel 1976, a soli diciotto anni, ha suonato il “Rach 3” in tournée negli Stati Uniti con la Israel Philharmonic, mentre nel 1991 ha tenuto una serie di recital in Russia con Isaac Stern. Il suo ricco catalogo discografico include l’integrale dei Concerti di Prokof’ev con la Israel Philharmonic e Zubin Mehta, il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Magnus Lindberg con la New York Philharmonic diretta da Alan Gilbert e la colonna sonora del film Disney Fantasia 2000. Nel pieno di una carriera che l’ha visto esibirsi in ogni parte del mondo al fianco di importanti orchestre e direttori, Philip Roth l’ha definito «Mr. Fortissimo» e «brontosauro», raccontandone un concerto nel romanzo La macchia umana.
Čajkovskij e la Quarta Sinfonia
Chiude il programma la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij fra il 1876 e il 1877, periodo tanto favorevole per l’autore dal punto di vista artistico (oltre alla Quarta videro la luce l’Evgenij Onegin e il Concerto in re maggiore per violino) quanto drammatico umanamente, a causa dell’infelice matrimonio con Antonina Miljukova. Nelle intenzioni espresse alla baronessa Nadežda von Meck, dedicataria implicita della sinfonia nonché sua confidente epistolare e invisibile protettrice, la Quarta simboleggia la rincorsa dell’uomo verso la felicità contro il destino. Delle sei Sinfonie di Čajkovskij questa raduna infatti i caratteri più fragili e febbrili dell’autore per l’eccezionale fantasia e una sensibilità varia, dai toni sentimentali a quelli appassionati, dal cupo senso del fato alla spontaneità più sfrenata.