Dagli interpreti al repertorio, la serata di mercoledì 27 gennaio trova il suo baricentro nel dialogo tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni. Ad aprire il programma è una prima esecuzione assoluta: una commissione di Lingotto Musica e della Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen affidata a Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e compositore italiano tra i più eseguiti nel mondo, ben noto al pubblico del Lingotto. Il brano, nato in occasione dei duecento anni dalla morte di Beethoven, è affidato al finlandese Tarmo Peltokoski: direttore e compositore, all’età di 26 anni, ha già collaborato con formazioni di tutto rispetto come la Rotterdam Philharmonic e la stessa Kammerphilharmonie, con la quale ha inciso il suo primo disco per Deutsche Grammophon e che torna a dirigere per il suo esordio torinese. Segue il raro Concerto per violino e orchestra di Schumann – pagina dimenticata e riscoperta solo negli anni Trenta del Novecento – nell’interpretazione della violinista norvegese Vilde Frang, al debutto al Lingotto; formatasi sotto la guida di Anne-Sophie Mutter, si è perfezionata a contatto con grandi interpreti come Mariss Jansons e Mitsuko Uchida. A chiudere, la Quinta Sinfonia La Riforma di Mendelssohn, costruita su celebri corali luterani, che porta la serata verso un finale di solenne grandiosità.
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