Angela Hewitt

I Pianisti del Lingotto

Martedì

16

Febbraio

2027

Luogo

Sala 500

Via Nizza 280, Torino

GIORNO

Martedì

16

Febbraio

2027

Orario

20:30

Durata approssimativa

90 minuti (con intervallo)

Pianoforte

Angela Hewitt

programma

Johann Sebastian Bach

Selezione da Das Wohltemperierte Klavier (Libri I e II):
Preludio e fuga in do maggiore
BWV 846 (WTK I)
Preludio e fuga in do minore
BWV 871 (WTK II)
Preludio e fuga in do diesis maggiore
BWV 848 (WTK I)
Preludio e fuga in do diesis minore
BWV 873 (WTK II)
Preludio e fuga in re maggiore
BWV 850 (WTK I)
Preludio e fuga in re minore
BWV 875 (WTK II)
Preludio e fuga in mi bemolle maggiore
BWV 852 (WTK I)
Preludio e fuga in re diesis minore
BWV 877 (WTK II)
Preludio e fuga in mi maggiore
BWV 854 (WTK I)
Preludio e fuga in mi minore
BWV 879 (WTK II)
Preludio e fuga in fa maggiore
BWV 856 (WTK I)
Preludio e fuga in fa minore
BWV 881 (WTK II)
Partita n. 4 in re maggiore BWV 828

Luogo

Sala 500

Via Nizza 280, Torino

GIORNO

Martedì

16

Febbraio

2027

Ora

20:30

Durata approssimativa

90 minuti (con intervallo)

Pochi pianisti al mondo hanno con Bach un rapporto così esclusivo e profondo come Angela Hewitt: l’interprete canadese, parallelamente agli ultimi impegni con l’integrale delle Sonate di Mozart per Hyperion e la Mozart Odissey – l’esecuzione integrale dei Concerti mozartiani – non interrompe il dialogo con il compositore che l’ha resa celebre, a partire dalla vittoria al Toronto International Bach Piano Competition del 1985, tenuta in memoria di Glenn Gould. Da allora quel legame non ha fatto che approfondirsi, fino alla monumentale Bach Odyssey (2016-2022), in cui ha eseguito l’integrale delle opere per tastiera in dodici recital presentati in tutto il mondo. Martedì 16 febbraio torna ospite all’Auditorium Giovanni Agnelli con un programma in due parti: sei coppie di preludi e fughe tratte alternatamente dai due libri del Clavicembalo ben temperato, che attraversano le tonalità con la logica di un sistema e la libertà di un viaggio; segue la Partita n. 4 in re maggiore, la più sontuosa delle sei, in cui movimenti di carattere orchestrale si alternano a pagine di intima espressività.

 

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