Il fascino che la civiltà dei faraoni ha esercitato nei secoli sul teatro d’opera rispecchia vari elementi: il racconto biblico, la suggestione esercitata dai culti egizi, ma anche la meraviglia delle scoperte archeologiche. In Mozart è la vena sotterranea di quello spiritualismo esoterico e salvifico che la massoneria proponeva quale alternativa al razionalismo illuminista; per Rossini è l’impresa di Mosè, che chiese a Dio di scagliare le piaghe d’Egitto affinché lasciassero partire il popolo ebraico verso la Terra Promessa; con Verdi è l’egittomania rafforzata dalle conquiste coloniali e dalle imprese militari dell’Occidente in Egitto. Una selezione di celebri sinfonie d’opera, arie e cori dal catalogo serio dei compositori più amati – affidata all’ensemble Running Flutes che li ha trascritti esplorando tutte le possibilità timbriche del flauto – si incarica di evocare gli splendori dell’immaginario egizio, che dal Settecento a oggi si è diffuso fino alle colonne sonore cinematografiche.
Il concerto è inserito nel cartellone “Incanto egizio. Scoperte musicali, esplorazioni sonore del passato”, promosso da Sistema Musica per celebrare i 200 anni del Museo Egizio di Torino.

