Giovedì 12 novembre 2026, alle ore 20.30 in Auditorium Giovanni Agnelli
«Un vero fenomeno, un virtuoso infuocato con un fascino poetico e una padronanza stilistica innata»: con queste parole la rivista Gramophone descrive il pianista Alexandre Kantorow, francese classe 1997. Il suo debutto per Lingotto Musica, giovedì 12 novembre 2026, avviene accanto a Sir Antonio Pappano, che torna al Lingotto insieme alla Chamber Orchestra of Europe. Il programma della serata si snoda nel segno del grande sinfonismo tardoromantico, con il Primo Concerto per pianoforte di Brahms e la Settima Sinfonia di Dvořák.
Chamber Orchestra of Europe
Fondata nel 1981 da un gruppo di giovani musicisti provenienti dalla European Community Youth Orchestra, l’ensemble ha costruito nel tempo una delle identità più riconoscibili del panorama orchestrale internazionale. Priva di un direttore stabile, ha saputo attrarre nel corso della sua storia i nomi più illustri della direzione. Claudio Abbado fu il principale mentore dei primi anni, mentre Nikolaus Harnoncourt ebbe un ruolo fondamentale nel suo sviluppo.
Sir Antonio Pappano
Figura fra le più carismatiche e contese del podio internazionale, Pappano si è formato come pianista e maestro ripetitore, compiendo il proprio apprendistato da direttore nei maggiori teatri d’opera d’Europa e del Nord America, fino al Festival di Bayreuth come assistente di Daniel Barenboim. L’ampiezza e profondità della sua conoscenza del repertorio lirico e sinfonico lo rendono ugualmente a proprio agio nel teatro d’opera come in sala da concerto. Conductor Laureate della Royal Opera House e direttore emerito dell’Accademia di Santa Cecilia, nella Stagione 2026-2027 è impegnato in tournée con la London Symphony Orchestra in Asia e negli Stati Uniti, mentre in Europa salirà sul podio proprio della Chamber Orchestra of Europe.
Alexandre Kantorow
Pianista francese vincitore a soli ventidue anni sia del Concorso Čajkovskij di Mosca che della medaglia d’oro sia il Grand Prix, Alexandre è figlio del violinista e direttore Jean-Jacques Kantorow e ha rivelato la sua vocazione concertistica fin dall’adolescenza, esibendosi a sedici anni al festival La Folle Journée di Nantes. La critica internazionale lo ha salutato come «il giovane zar del pianoforte» (Classica) e «Liszt reincarnato» (Fanfare) e nel 2024 gli è stato assegnato il Gilmore Artist Award, fra i riconoscimenti più prestigiosi del panorama pianistico. La sua discografia, pubblicata in esclusiva per l’etichetta BIS, comprende recital e concerti acclamati dalla critica, fra cui l’integrale dei Concerti di Saint-Saëns e registrazioni dedicate a Brahms.
Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Johannes Brahms
Concepito nel 1854 come sonata per due pianoforti, trasformato in sinfonia e infine concerto, l’opera nasce in un momento di profondo turbamento del compositore. Sullo sfondo della crisi di Robert Schumann e del legame con Clara, il lavoro testimonia quanto la materia drammatica del giovane Brahms resistesse a ogni contenitore prestabilito. Presentato con successo a Hannover il 22 gennaio 1859, con Brahms al pianoforte e Joseph Joachim sul podio, pochi giorni dopo il Concerto venne accolto dai fischi a Lipsia. Il tempo avrebbe ribaltato quel giudizio, riconoscendo nell’opera uno dei vertici del concerto romantico, che guarda al Beethoven drammatico ed eroico ma ne tempera l’impeto con passaggi sospesi, nel segno del fantasticare schumanniano.
Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Antonín Dvořák
Un cupo rullare di timpani sotto un tema sommesso di viole e violoncelli apre la Settima Sinfonia di Dvořák. Composta tra il 1884 e il 1885 per la Philharmonic Society di Londra, l’opera venne presentata alla St James’s Hall sotto la direzione dello stesso compositore. È la più «oscura» delle sinfonie di Dvořák: la densa orchestrazione e il carattere meditativo, a tratti tragico, la avvicinano al mondo brahmsiano più che al Dvořák festoso delle Danze slave. Le suggestioni brahmsiane, disseminate in tutta la partitura, approdano infine a una maestosa conclusione in tonalità maggiore.
