Uno specchio che riflette tre secoli di musica per pianoforte: così si potrebbe definire il programma con cui Leonardo Pierdomenico, giovedì 2 luglio, apre la rassegna di Lingotto Musica all’interno del Museo Archivio Reale Mutua. Vincitore del Premio Venezia al Teatro La Fenice a soli 18 anni e del premio della giuria “Raymond E. Buck” al Concorso Pianistico Internazionale Van Cliburn del 2017, secondo la rivista Gramophone Pierdomenico è «un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità». Il percorso che ha costruito per la serata, lungi dall’essere un semplice itinerario cronologico, rivela affinità segrete e risonanze inattese tra epoche e linguaggi apparentemente distanti: dalla Gavotte di Rameau – esempio dell’eleganza clavicembalistica francese – alle tre Sonate di Scarlatti, che nello stesso periodo reinventava la forma breve con un linguaggio tutto personale; dalle Images di Debussy, che di quella tradizione settecentesca fu lettore appassionato e raffinato, fino ai 12 Studi op. 25 di Chopin, vertice assoluto della letteratura pianistica romantica.
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