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2025

Marc Minkowski e Les Musiciens du Louvre chiudono la stagione dei Concerti del Lingotto con le ultime tre Sinfonie di Mozart

Minkowski

Martedì 20 maggio alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli

È un omaggio a Mozart il concerto di chiusura della Stagione dei Concerti del Lingotto che martedì 20 maggio, alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli, vede protagonisti Marc Minkowski con i suoi Musiciens du Louvre. Il maestro francese ritorna al Lingotto dopo 11 anni dirigendo la compagine da lui fondata nel 1982, oggi fra le più apprezzate al mondo nel movimento di rinascita del repertorio barocco, classico e romantico su strumenti d’epoca. Precede il concerto, alle 18.30 in Sala Londra, la conferenza introduttiva a cura di Paolo Gallarati (ingresso libero).

Marc Minkowski sul podio dei Musiciens du Louvre

Direttore artistico dei Musiciens du Louvre e del festival Ré Majeure, Marc Minkowski ha guidato l’Opéra National de Bordeaux dal 2016 al 2021 e la Mozartwoche di Salisburgo dal 2013 al 2017. Già Direttore ospite principale dell’Orchestra Ensemble Kanazawa in Giappone, è stato invitato sul podio delle più prestigiose orchestre internazionali. Precoce talento della bacchetta, ha fondato a soli 19 anni l’ensemble dei Musiciens du Louvre, che da oltre quarant’anni è rinomato per le sue riletture di opere di Händel, Purcell e Rameau, nonché di Haydn e Mozart e, più recentemente, di Bach e Schubert. Noti anche per la loro interpretazione della musica francese dell’Ottocento (Berlioz, Bizet, Massenet, Offenbach), sono stati la prima formazione di musica antica a essere invitata nella buca della Wiener Staatsoper e a eseguire Mozart su strumenti originali al Festival di Salisburgo.

In programma il grandioso trittico di chiusura dell’esperienza sinfonica mozartiana

Apre il programma la Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore KV 543, eseguita in pubblico probabilmente solo dopo la morte del compositore. Nata insieme alla KV 550 e alla KV 551 nello spazio di circa sei settimane fra debiti e sfratti ma senza recare eco di miserie private, la sinfonia possiede un volto bifronte che da una parte guarda alla grazia settecentesca e dall’altra denuncia i turbamenti del Romanticismo imminente.

Segue la Sinfonia n. 40 in sol minore KV 550, fra le più frequentate del repertorio mozartiano, nel quale si distingue per l’impiego insolito della tonalità minore. La partitura rappresenta il centro non solo cronologico ma anche emotivo della trilogia: è in essa che Mozart porta alle estreme conseguenze l’analisi delle passioni già affrontate, in maniera meno riflessiva e più energica, nella precedente KV 543.

Chiude la Sinfonia n. 41 in do maggiore K 551, detta «Jupiter» dall’impresario londinese Salomon per la serenità olimpica che la pervade. Un senso catartico di liberazione, espresso in termini gioiosi e trascinanti, domina in questa sinfonia che si innalza al di sopra dei dolori terreni per svanire in un supremo alone di luce.

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