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2025

L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia apre il 2026 con il doppio debutto di Manfred Honeck e Simon Trpčeski 

Santa Cecilia

Nel segno del grande sinfonismo ottocentesco, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia inaugura il 2026 dei Concerti del Lingotto con il doppio debutto sul palco dell’Auditorium Giovanni Agnelli del direttore Manfred Honeck e del pianista Simon Trpčeski. Il programma della serata ruota intorno al celebre Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Pëtr Il’ič Čajkovskij, anticipato dall’Ouverture da Oberon di Carl Maria von Weber e seguito dalla Sinfonia n. 8 in sol maggiore di Antonín Dvořák.

Fondata nel 1908, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stata la prima compagine italiana a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico. Ha lavorato con alcuni dei più grandi interpreti del Novecento e del nostro tempo – da Mahler, Strauss e Stravinskij a Toscanini, Furtwängler, Karajan, Bernstein e Abbado – ed è oggi regolarmente ospite delle principali sale da concerto internazionali.

Dopo gli esordi a Vienna come assistente di Claudio Abbado, Manfred Honeck si è affermato come una delle personalità più autorevoli del panorama musicale internazionale, costruendo una brillante carriera che lo ha portato a collaborare con le principali orchestre europee e americane. Dal 2008 è Direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, con la quale ha realizzato una discografia pluripremiata.

Solista della serata è Simon Trpčeski, pianista macedone salito alla ribalta come “New Generation Artist” della BBC dal 2001 al 2003. Da allora ha collaborato con oltre cento orchestre nei quattro continenti – tra cui London Symphony, Royal Concertgebouw, New York Philharmonic e Chicago Symphony Orchestra – sotto la direzione di maestri quali Vladimir Ashkenazy, Gustavo Dudamel e Sir Antonio Pappano.

Il programma della serata illustra tre declinazioni del lungo Ottocento musicale, attraverso un viaggio ideale che porta dalla Germania alla Russia, passando per la Mitteleuropa. L’Ouverture da Oberon di Carl Maria von Weber riflette la fascinazione romantica per il fantastico e il folklore, condensando in forma sinfonica personaggi e atmosfere fiabesche dell’opera da cui è tratta. Nato attraverso un lungo e complesso processo compositivo, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Čajkovskij gode d’immediata forza espressiva e un virtuosismo di ascendenza lisztiana, mentre la luminosa Sinfonia n. 8 di Dvořák, detta “Inglese” per il successo londinese, è profondamente ispirata alla tradizione popolare boema.

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