Mercoledì 7 maggio alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli
È interamente dedicato a Brahms il concerto che mercoledì 7 maggio, alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli, vede protagonisti Hélène Grimaud insieme alla CAMERATA Salzburg. Un gradito ritorno per la pianista francese dopo il debutto al Lingotto nel 2023, sempre al fianco della storica formazione nata in seno al Mozarteum di Salisburgo. A guidare la compagine austriaca, fondata da Bernhard Paumgartner nel 1952 e ambasciatrice dello stile salisburghese di Mozart in settant’anni di attività, è l’italo-venezuelano Giovanni Guzzo, dal 2016 primo violino e maestro concertatore della formazione insieme a Gregory Ahss.
Solista nel Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 15 la superstar di Aix-en-Provence Hélène Grimaud
Concertista di fama mondiale, Hélène Grimaud interpreta il Concerto n.1 op. 15 di Brahms, che ha inciso due volte nel 1998 e 2013. Appena maggiorenne, nel 1987, debutta in recital a Tokyo, venendo invitata da Barenboim a esibirsi con l’Orchestre de Paris e segnando così l’inizio di una lunga serie di collaborazioni con i più importanti direttori e le maggiori orchestre. Lodata per la sua vasta discografia (dal 2002 in esclusiva per Deutsche Grammophon), è stata insignita del Cavalierato della Legion d’onore dal governo francese nel 2015.
Un omaggio al primo romanticismo brahmsiano
Apre la serata il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in re minore op. 15, composto fra il 1856 e il 1858. Risultato di alcuni rimaneggiamenti d’un lavoro inizialmente sinfonico e poi in forma di sonata per due pianoforti, la pagina raggiunse l’aspetto definitivo grazie al consiglio di amici vicini al compositore 24enne, primi fra tutti Clara Schumann e Joseph Joachim. Sufficienti a spiegare tanta incertezza sono l’età giovanile e il fatto che Brahms non si fosse ancora cimentato prima di allora nelle grandi forme orchestrali. L’opera riuscì tuttavia a comprovare le sue mirabili virtù compositive. Segue la Serenata n. 1 in re maggiore op. 11, scritta negli stessi anni del Primo Concerto presso la corte di Detmold. Concepita in origine per un ottetto di archi e fiati secondo il modello delle Serenate mozartiane, fu riscritta per orchestra rivelando una spontaneità ancora impregnata di un romanticismo schietto e immediato, lontana dalla complessa dialettica degli anni maturi.